ERZÄHLUNG TITEL: Il ticchettio delle Prime Corna - II Parte 
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Il ticchettio delle Prime Corna - II Parte

by Dado
Gesehen: 380 Mal Kommentare 1 Date: 20-04-2026 Sprache: Language

I giorni seguenti sono un intreccio di imbarazzo e desiderio.
Ciò che le avevo confessato l’aveva colpita più di quanto volesse ammettere, e questa
consapevolezza mi tormentava.
Lo sentivo dal modo in cui mi guardava, dal silenzio che si insinuava tra noi. Non ne parlavamo.
Affrontavamo ogni altro argomento, tranne quello. Eppure, in quell’assenza di parole, un’attrazione sottile ci legava, qualcosa che entrambi percepivamo ma non nominavamo. Ogni volta che ci sfioriamo le mani che si incontrano fanno diventare la tensione quasi

fisica.
Quando ci baciamo, il desiderio cresce senza bisogno di parole. I nostri corpi imparano un linguaggio nuovo, più audace. Le fantasie non bussano più: irrompono, prima in accenni, poi in immagini sempre più chiare.

All’inizio è solo “un altro uomo”.
Senza volto. Senza nome.

Una sera però, mentre ci cerchiamo con una lentezza insolita, quella possibilità prende voce. Lei si irrigidisce un attimo, mi stringe, poi abbassa lo sguardo. Le sue labbra sfiorano le mie.
Un uomo che mi faccia sentire… più desiderata sussurra. La frase mi attraversava come una scarica.
Da quel momento, ogni volta che facciamo l’amore, quella visione ritorna. Non serve dire
altro. L'idea cresce, si radica
La nostra intimità cambia forma, diventa più profonda, più sporca, più vera.

Una sera, dopo aver fatto l’amore lasciandoci andare più del solito, mi alzo piano.
Il suo corpo è disteso sotto le coperte, caldo, aperto. Qualcosa si accende di nuovo dentro di me.
Prendo il telefono, quasi senza pensarci. Apro un sito di incontri. Le immagini scorrono sullo schermo. Quegli annunci, quelle foto riaccendono le fantasie che abbiamo osato sfiorare, quel desiderio che ormai ci unisce in modo così perverso.

Improvvisamente sento il suo respiro cambiare. Alzo lo sguardo.
Mi sta guardando.
I suoi occhi sono fissi sui miei, lucidi, come se sapesse esattamente cosa stessi facendo. Non parlo.
Lei si avvicina. Il suo corpo sfiora il mio mentre fissiamo lo schermo insieme. Scende.
Le sue dita mi sfiorano, delicate ma decise. Percepisco il lieve tocco delle sue labbra contro la mia pelle e un fremito mi scuote.
Il mio cazzo è nella sua bocca.
Mi sta spompinando con una passione che non avevo mai sentito prima. La bocca calda, umida, decisa. Ogni movimento è più profondo, più osceno.
Io gemo, mentre continuo a scorrere quelle foto, mentre lei mi succhia come se sapesse che non sono più solo suo.
Quando riemerge da sotto le coperte, mi guarda. La bocca colante della mia sborra.
Sorride.
È un invito a fare il passo successivo.
Ci guardiamo senza parlare. Poi, trattenendo il fiato, ci iscriviamo al sito.

Il profilo è fatto in fretta. Poche righe, sincere, in cui ci descriviamo velocemente. Scriviamo che siamo inesperti.
Le foto di lei sono quelle del mare, delle ultime vacanze. Un po’ censurate, giusto il

necessario per non farci riconoscere.
Ci scambiamo uno sguardo. Breve, ma ci attraversa. Sorridiamo.
Ci perdiamo tra i profili dei Singoli e delle Coppie con più feedback. Bastano pochi sguardi per accendere subito il desiderio.
Facciamo nuovamente l’amore. Ogni tocco, ogni respiro sembra più profondo, più vivo.
Come se stessimo scoprendo qualcosa insieme per la prima volta.

Il giorno dopo è una doccia fredda. La realtà arriva senza avvisare.
L’euforia della notte si spegne di colpo, lasciando spazio a una paura sottile, insistente.
Abbiamo fatto qualcosa che non avremmo dovuto.
O forse qualcosa di più grande di quanto immaginassimo. Decidiamo di ignorare il sito. Fingiamo che non sia mai esistito.
Le fantasie si affievoliscono, poco alla volta. Passano le settimane. La routine riprende terreno: lavoro, impegni, figli. La vita quotidiana torna a occupare tutto lo spazio.
Quella notte scivola via. Si confonde con il resto, come se non fosse mai esistita.

Tutto sembra tornato alla normalità, finché una notifica appare sullo schermo del cellulare. Un messaggio privato: un singolo, un Bull del sito ci ha scritto.
Il cuore accelera. La curiosità arriva netta. Poi un nodo di disagio mi stringe lo stomaco.
Vorrei aprire il messaggio all’istante, ma non posso. Non sarebbe giusto farlo da solo. L’idea di leggerlo di nascosto mi turba, eppure la tentazione è troppo forte.
Cosa avrà scritto?
Mi perdo in domande, scenari, paure. Non so come dirglielo. Ogni frase che provo a costruire sembra sbagliata. Le parole si aggrovigliano, non trovano forma.
Continuo a ripetermi che devo aspettare. Che dobbiamo farlo insieme. Ma in che modo? Non so come, ma arrivo fino a sera.
Lei è tranquilla, ignara. Io sono al tavolo, le mani che tremano, il respiro corto. Cerco di sembrare normale, ma dentro è confusione pura.
Ogni parola che dice mi passa addosso senza fermarsi. Il silenzio tra una frase e l’altra pesa. Provo a parlare. La voce si blocca in gola.
Non ci riesco. Non so da dove cominciare.

Quando finalmente siamo soli nella stanza, la tensione è palpabile. Mi giro verso di lei. Il movimento è lento. Il respiro è pesante.
Senza preavviso, la mia voce esce: abbiamo ricevuto un messaggio privato sul sito.

Non c’è bisogno di dire altro.
Tra di noi, basta uno sguardo per capire.
Nei suoi occhi vedo il desiderio che non si nasconde più. Ci fissiamo.
Il silenzio è carico di promesse. Senza pensarci, apriamo il messaggio.

Non è quello che mi aspettavo. Nessuna proposta audace, nessun invito esplicito. Solo frasi brevi, chiare, ma con una scossa che mi attraversa: un saluto cordiale, una breve presentazione, e poi quel:

Se siete una vera coppia alla prima esperienza, vi auguro di

realizzare il vostro sogno

.
Semplice, quasi banale. Eppure quelle parole mi colpiscono più di quanto avrei immaginato. Capisco che siamo già dentro qualcosa che non possiamo fermare.
Non sappiamo cosa scrivere. Ci limitiamo a un semplice “grazie”, una parola che sembra
quasi eccessiva, eppure è tutto ciò che riusciamo a dire.

Poi iniziamo a esplorare il suo profilo.
La curiosità si trasforma in brama e ci spinge a scoprire chi sia davvero, a inseguire ogni minimo indizio capace di raccontarci qualcosa di lui. Ogni dettaglio ci trattiene.
Pochi feedback, pochissimi video. Ma le foto…
Ogni immagine è un racconto: corpi, labbra che mordono, mani che stringono, il suo cazzo.. Tutto è viscerale, animale.
Le storie delle altre coppie affiorano dagli scatti, ma al centro del nostro desiderio resta lui. Quel cazzone enorme, teso, imponente che non ha bisogno di parole, di misure, di spiegazioni.
È lì. E io desidero vederlo dentro di lei, sentire il corpo di lei cedere con un cazzo come quello.
Il gioco è appena cominciato. Il desiderio è sporco, è oscuro, è crudele. E mi divora.

Quella notte, quando facciamo l’amore, qualcosa cambia davvero.
Le sue mani diventano impazienti, più decise, come se avessero finalmente trovato ciò che cercavano. Mentre ci lasciamo andare, sento che nella mia mente, e forse anche nella sua, non c’è più quell’ombra indistinta, quella figura vaga che aveva accompagnato le nostre fantasie.
Il fantasma svanisce, lasciando spazio a Lui.
Con voce bassa, spezzata solo dal respiro, mi dice:
Amore hai visto? Hai visto che cazzo?
Si amore, un cazzo veramente grosso rispondo. Poi le parole si fanno più spinte, più provocatorie.
Le chiedo se lo desidera, se lo vorrebbe per sé, se lo farebbe anche per me. L’idea di vederla
sbattuta da quel cazzo mi eccita oltre misura.
Lei si avvicina lentamente. La sua mano scivola sul mio cazzo ormai duro, poi si allontana di un passo. La guardo e, con lo sguardo quasi implorante, le chiedo di abbandonarsi alle sue fantasie più sporche.
Chiude gli occhi e senza esitare inizia a masturbarsi. La figa ormai è ridotta ad un lago di umori.
Amore è davvero un cazzo enorme. È il doppio del tuo...
Non fermarti…ancora, ancora, continua... le sussurro.
Sto provando a succhiarlo. Non l'ho mai fatto ad un cazzo così grande. Eccolo amore, siamo nel nostro letto...
Continua Troia!!
Sto spalancando le cosce. Sta appoggiando la sua grossa cappella sulla figa amore. Lo sento Amore, lo sento... Ah…ah…si…. Lentamente, sta entrando lentamente Amore, sta entrando, sta affondando il suo cazzo dentro di me. Si, si, si... Ah...ah....ah... Sta aumentando il ritmo Amore!!! Mi sta scopando….Godo!!Godo!! Godooo…
Io sono lì, a pochi centimetri. La incito: vieni Troia, vieni!! Non riesco a dirle che questo.
Vengo! Sì, che vengo!!!! Vengooooooo!

Veniamo insieme, io mentre mi masturbo. Sborro copiosamente...
È la prima volta in questo modo.

EINGEFüGT 1 KOMMENTARE:
  • avatar Kevin34 Inserisci un commento:

    21-04-2026 17:35:07






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