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Il giocattolo perverso

by Iltuoamante
Gesehen: 58 Mal Kommentare 0 Date: 15-10-2026 Sprache: Language

Selezionato e scelto come il loro giocattolo per una più che perversa e peccaminosa fantasia. Un forno a legna che non raggiunse la temperatura di una serata peccaminosa. Trepidante e arrapato solo a guardare scorrere le lancette dell' orologio che si fermarono sull'ora di una perversa ed eccitante trasgressione, il loro ticchettio presagio degli infiniti orgasmi che mi avrebbe regalato quella fredda e gelida serata , che divenne più calda di una sera in piena estate, soprattutto per le fantasie perverse e peccaminose che mi ero scambiato con la mente di un porco e perverso marito, che voleva che la sua moglie troia fosse messa alla prova con i nostri due cazzi. Più puntuali della mia sega notturna, ecco fermarsi un' auto... l' auto di un piacere perverso, da cui si intravedeva un diavolo celato da un viso angelico e celestiale, la sorpresa più grande fu capire che erano proprio loro, la mia troia di una serata peccaminosa al cospetto del suo porco marito. Una Donna come poche che in un secondo con il suo sguardo intrigante e malizioso , quel corpo statuario, quei capelli scuri e lunghi che si fermavano a ridosso della losanga di Michaelis, quell' alcova che si crea tra le due fossette di Venere che sono anche segno di quella bellezza che sprigionava al solo sguardo quella Venere che poco dopo avrei avuto, come quella birra ambrata e invitante che avrei bevuto, quella candida e vellutata pelle come una pesca da sbucciare e da gustare, col suo seno perfetto ed elegante come una coppa di champagne, la sua schiena che ti immerge in quel magnifico fondoschiena come un surfista si immerge nella più avvincente e ricercata onda. Una scollatura che non lasciava spazio all' immaginazione ma solo a quei turgidi e sporgenti capezzoli, una gonna aderente da cui si intravedevano dei reggicalze, rigorosamente stretta e corta che esaltava quelle forme di quel suggestivo fondoschiena più bombato d'un posteriore d'auto in cui sembrava stampato o addirittura marchiato quel perizoma che immaginavo perdersi in esso, con quei tacchi vertiginosi il suo seducente ed eccitante corpo sembrava fondersi e nascere, come la più bella scultura e opera d'arte nasce e si sorregge su di un blocco di marmo, fusa in esso , come il suo corpo sinuoso e statuario si innalzava e si fondeva su quei tacchi vertiginosi. In una pizzeria affollatissima dove le innumerevoli voci e i rumori assordanti di piatti e posate vennero di getto interrotti dalla passarella di quella seducente Troia, che si sarebbe seduta in mezzo tra me e il marito, perché tutti avrebbero dovuto capire che io ero il loro giocattolo di quella depravata sera. Una perversione mentale innescata dall' arrivo della cameriera, che vide scivolare le mie mani tra le sue gambe mentre le chiedevo di rivolgersi al marito per chiedere cosa preferisse, mentre le baciavo il collo. Uomini Donne ragazzi e Bambini tutti incollati con la sguardo fisso su di noi, sui nostri baci eccitanti ,le nostre lingue che si intrecciavano e si cercavano come le mie mani cercavano il suo seno e le sue gambe. Per i tanti diversi commensali e dipendenti era come guardare e commentare la più eccitante ed avvincente serie. Le nostre menti i nostri corpi, i nostri gesti emanavano un profumo di sesso senza pudore e ne controllo, che sovrastò del tutto quello delle

pizze

ormai fredde sul nostro tavolo. Di comune accordo decidemmo di portare via le pizze , saziare e sfamare la nostra fame coi nostri corpi ormai vibranti e pulsanti. il suo maritino da più che bravo porco posò i cartoni delle pizze sul sedile del passeggero, per concedermi di iniziare a riscaldare la sua eccitante troia mentre guidava e ci portava versa una trasgressione mai vissuta, con la sola richiesta di non scoparla ancora perché avremmo dovuto farlo insieme. Neanche il tempo di dargli la posizione , che le mie mani si persero sul tutto il suo corpo, seguite dalle mie labbra e dalla mia lingua che si tuffarono a dissetarsi tra le sue gambe che erano già un fiume in piena , il marito che dallo specchietto ci guardava e s' eccitava sempre più , travolti tutti da quella perversa e sfrenata passione ci accorgemmo in ritardo d'aver superato la destinazione, ma neanche questo riuscì ad allontanare e a frenare i nostri corpi che non si unirono ancora completamente perché celati da quei vestiti. Arrivati a destinazione, lei ci lasciò per qualche istante dicendoci che si sarebbe presentata a noi ancora più da troia.. lui seduto su un divano che per quanto scomodo divenne la sua momentanea poltrona di un film a luci rosse, il mio cazzo che divenne enorme e duro come un marmo, in trepidante attesa che quella troia si presentasse a lui e lo facesse suo per il nostro più totale e reciproco piacere. Un miraggio che se non fossi stato sveglio e col cazzo già dritto e duro avrei pensato fosse un sogno, un sorriso malizioso si presentò a noi in un' erotica passerella per mettersi in mostra davanti a me e al suo amato porco, due tacchi vertiginosi, due gambe slanciate con quei reggicalze particolari e soprattutto asimmetrici perché il suo marito desiderava che fosse sempre perfetta in ogni minimo particolare, un perizoma che svaniva nel suo culo , che era un richiamo o meglio un' invito al mio cazzo a seguirlo e a scoprire la più calda e stretta galleria. Non passò un secondo, che la chiudemmo tra di noi, lui che la baciava e le sue dite sul suo clitoride, io da dietro a farle sentire sul suo culo il mio cazzo sempre più duro mentre baciavo il suo collo e le mie mani allargavano e depredavano il suo buco stretto. Le nostre lingue si avvolsero prima dei nostri corpi le nostre mani che scivolavano e denudavano quel che restava dei nostri corpi ancor

coperti

, la voglia di inarcare la sua schiena, possederla prendendo i suoi capelli e sbatterla come una vera cagna, fu sovrastata dal piacere immenso di vederla a caproni con la figa già bagnata e aperta che sbatteva sulla faccia del marito mentre lei succhiava e sputava sul mio grande cazzo per bagnarlo in attesa di sentirlo tra le gambe. Arrapato e completamente offuscato mi chiese d' aspettare ancora, perché avrebbe dovuto dare lo stesso servizio al suo amato porco e così fu che con eleganza immane e il suo saper fare si girò, rivolgendo a me la sua figa da leccare mentre lei leccava il cazzo eccitato del marito. Questa sera anche se sono la vostra troia vorrei essere prima scopata e sfondata a mio piacimento e poi farete di me quello che vorrete. Le sue uniche parole rimbombavano nella stanza, come le campane la Domenica mattina, facendoci sgranare gli occhi e arrapare come i più grandi porci. Io e lui nudi coi cazzi dritti e sempre eretti tra le sue mani, aspettando la sua voglia... voglio una doppia ma no nei due miei buchi, ma entrambi nella mia figa e se mi farete godere e urlare, mi userete. Lui si stende col suo cazzo che sa di un palo telegrafico, come in quella canzone

sono Manola

. Lei non perde un secondo che se lo ficca tra le gambe il primo spasma di piacere, mentre io mi masturbo nel frattempo che si allarghi quella figa per accogliere anche il mio. Inarcò la sua schiena, poggiando il seno sul suo petto le loro labbra che si sfiorano le loro lingue che si intrecciano come quei serpenti al suono del flauto. Due tre quattro colpi uno più possenti e poderosi dell' altro, le mani del porco che allargavano le chiappe della sua più grande troia, quella figa già aperta ma non ancora sfondata che aspettava il suo secondo cazzo. Sprofondai in essa come si sprofonda nelle sabbie mobili, ma che subito si strinse i nostri cazzi, una sensazione nuova, sembrava quasi che fosse il mio cazzo ad essere scopato, sentendo l'altro membro strofinare sul mio nonostante avessimo il preservativo, uno saliva e uno scendeva, le sue urla che neanche un temporale avrebbe sovrastato fu presagio della sua infinita venuta , che terminò col sfilarsi prima il mio cazzo per poi alzarsi di getto da quello del marito, colando come un colapasta. Da lì neanche il tempo di farla respirare che il marito sempre steso la prese per i fianchi e portò quel fiume in piena sul suo volto mentre io non contento ancora, senza remore col cazzo bagnatissimo e con un colpo secco entrai nel suo culo senza esitazione, con la stessa precisione di chi a biliardo con un colpo da maestro fa la buca della vittoria. Afferrai i suoi capelli come le briglie di una puledra selvaggia da domare, tra una botta e un' altra in quel suo culo, alternando alle spinte sempre più forti delle sculacciate sempre più decise e persistenti, le sue urla di dolore e di piacere, ormai erano troppe e troppo alte anche per un tenore come il gran Bocelli e così il marito per zittire quella troia gli infilò di getto il cazzo nella bocca, che scopava con la stessa mia foga, e subito quelle urla furono rimpiazzate da quei spasmi di vomito avendo il cazzo che le sbatteva in gola. Ormai lei priva di controllo su di noi, inerme al nostro volere, come era inerme il suo corpo sfondato, uscii di getto dal suo culo lasciandole quel vuoto dentro come quando sulle montagne russe, ad alta velocità si scende verso il vuoto, anche il marito uscì col cazzo dalla sua gola, solo il tempo di respirare, che si trovò la mia mano destra afferrare i suoi capelli nello stesso istante che la sinistra del marito l' afferrò dall' altro lato e insieme ad unisolo ordinammo alla troia, che quella sera conquistò il primato della depravazione d' inginocchiarsi cacciare la sua lingua e accogliere e dissetarsi della nostra sborra per poi baciare prima suo marito e poi il suo depravato e porco giocattolo del piacere. Quei filamenti misti tra sborra e saliva, che si allungavano come si staccavano le sue labbra dai nostri cazzi, non contenta e non dissetata a dovere da quella tanta sborra, che come glie l' avevamo data, a tratti glie l'avevamo tolta coi nostri baci, ci disse che ci avrebbe regalato uno spettacolo speciale. Un ballo elegante ,sfacciato ed eccitante mentre leccava le sue dita e si masturbava per noi , come il suo giocattolo di quella sera e suo marito si masturbavano per lei, con la sola condizione di godere a vicenda sui nostri rispettivi addomi, per poi rilassarci e guardarla mentre lei a caproni col fondoschiena rivolto verso un grande specchio, ci donava la visione di quel culo che sembrava un mappamondo, ancora allargato e rosso dalle nostre poderose spinte e dai continui schiaffi, la sua lingua ci ripuliva e si dissetava d' entrambi i nostri semi per poi distendersi tra di noi, tra i nostri corpi sfiniti affannati. Gioiosa, porca e sporca da un misto di sborra diversa, che sapeva dello stesso perverso piacere , culminando la serata con un corale abbraccio illuminato dalle sue labbra sborrate, come la stella polare illumina le notte più buie.

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