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ERZÄHLUNG

C’est la vie..

by cornutoestivo
Gesehen: 144 Mal Kommentare 1 Date: 28-05-2026 Sprache: Language

Durante le varie stagioni estive precedenti al nostro matrimonio, vivendo la nostra storia a distanza (io romano e lei pugliese) approfittavamo della nostra frequentazione relativo al periodo di riposo estivo per viverci a vicenda le nostre emozioni di coppietta innamorata e prossima al matrimonio, mentre ora, nel periodo che la nostra vita ci sta riservando, ovvero quello che ci sta avviando ad un naturale tramonto, abbiamo abbandonato molti degli arcaici taboo che ci hanno accompagnato fin qui, come quello relativo alla conoscenza dei nostri veri nomi, che sono Alex ed Angela, contrariamente a quanto sempre narrato in passato, per lo più conosciuti con i nostri alias, ovvero Angelo e Nicoletta.
Già, Nicoletta, in questo racconto potrò finalmente svelare la nascita di questo pseudonimo, il perché, da dove arriva e l’importanza che ne è poi potuta derivare, anche del risvolto tenero di tale nome, seguitemi, saprete ogni cosa..


È tutto basato sul racconto della nostra ultima estate da fidanzati, tutto il nucleo famigliare della mia futura moglie si trovò in ferie in terra d’Abruzzo, ovviamente compreso me, che li raggiunsi aggregandomi legittimamente in qualità di suo fidanzato ufficiale, terra d’Abruzzo bellissima con luoghi da visitare, anche a pochissima distanza tra loro, da poter raggiungere addirittura anche soltanto passeggiando sul suo bel lungomare, passione per questa terra che ci è rimasta per sempre “appiccicata” addosso, non a caso, come molti di voi sanno, la nostra casa delle vacanze (e delle passioni) è nella terra suddetta..
In un mattino degli anni ‘80, in pieno Agosto, nello scendere normalmente in spiaggia mi premunii di mettere nella mia borsa da mare la mia Polaroid che portai con me da Roma, in quell’epoca era bellissimo poterci fare delle foto in spiaggia con la possibilià di poterle rivedere nell’immediato, come accade oggi con lo smartphone o la digitale, credetemi, le foto Polaroid di allora le conservo ancora tutte come vere e proprie reliquie (chiaramente quelle un pochino piu particolari ben al riparo di occhi indiscreti, ma che bello poter rivedere la mia Angy giovane pupetta al tempo ancora illibata, la mia intenzione era quella di potermene servire per fare qualche foto alla mia ragazza nel bel porticciolo della località marina in cui stavamo trascorrendo le vacanze (ma si.. possiamo anche farne il nome, Giulianova..) non avevo assolutamente intenzione di potermene servire nel modo anomalo che poi nel corso della mattinata ebbi modo di poterne fare, seppur non fosse nemmeno minimamente nei programmi. Arrivati sul posto dopo un buon cammino (eravamo ad un paio di chilometri dalla spiaggia in cui si trovava il resto della famiglia) e rendendomi conto del fatto che la mia feroce suocera per una volta tanto non ci aveva sguinzagliato dietro la scorta dei fratellini di Angy (forse perché era mattino ed i bimbi preferirono restare in spiaggia per i loro giochi) un barlume di desiderio anomalo mi colse improvvisamente la fantasia, quale? Quella di provare ad azzardare qualche scatto un pochino piu particolare, per carità, niente di inenarrabile, ma anche soltanto il fatto di riuscire a poterla  convincere a potersi togliere maglietta e pantaloncini per restare in costume (due pezzi) sarebbe stata già un’impresa ardua, non eravamo in spiaggia, ci si trovava all’interno del porticciolo con attivo un intenso via vai di operatori dei pescherecci e del personale dedito al commercio e vendita del prodotto ittico, frutto della notte passata in mare, cercai di proseguire nella passeggiata fin quasi alla fine del molo, non c’erano più molte presenze relative alla vita portuale, c’erano soltanto delle presenze turistiche (poche) come noi, che presto ripresero la via del ritorno ed alcuni pescherecci ancorati alle balaustre apparentemente privi di presenza umana, mi sembrò giusto tentare ciò che avevo a cuore in quel momento di poter realizzare, la presi alla lontana..
 
“..amore facciamoci qualche foto qui sugli scogli, fai attenzione a non cadere in mare, lo so che sai nuotare ma la mia preoccupazione è che tu possa farti male..”
 
Con molta cautela, dopo avermi lasciato la sua borsa, procedette all’arrampicata sugli scogli, trovando una giusta collocazione tra le rocce per potersi poi offrire al mio obiettivo fotografico, la ritrassi in diverse pose, il tempo necessario di poter attendere lo sviluppo quasi immediato per poi rivedercele insieme commentandole, avevo con me diversi caricatori di pellicole ed avevo intenzione di potermene servire nella totalità, Angy era davvero bella..
 
“..questa foto è molto bella, ed anche questa, sicuramente potranno piacere anche a mio padre ed a mia madre, così potremo dimostrar loro il risultato della nostra passeggiata..”
 
Improvvisamente, cogliendomi di sorpresa anticipò il mio sogno già precedentemente descritto, fu lei stessa a dirmi

“..ma pensi che in questo posto potrò toglieni la maglietta ed i pantaloncini rimanendo in costume? Non siamo in spiaggia, ma siamo pur sempre al mare, potrei anche pensare di farmi un tuffo in mare, che dici?”
 
Mi affrettai a risponderle, fingendo persino di essere sorpreso..

“..per quanto possa riguardare un eventuale tuffo nel mare portuale non saprei, forse non lo troverei del tutto congruo, anzi, forse è addirittura vietato, nel caso sarebbe opportuno farselo (il tuffo) dall’altra parte della scogliera nella direzione del mare aperto, ma per quanto riguarda il fatto di potersi liberare degli abiti superflui restando in costume, perché no? Non siamo in montagna o in città..”
 
Detto fatto, dopo essersi guardata un pochino intorno per accertarsi della mancanza di altre presenze si tolse maglietta e pantaloncini, me li lanciò in mia direzione comprese le ciabatte, rimanendo in bikini, seppur abbastanza castigato, tipico della seconda metà degli inizi anni ’80, ed in ogni caso chi indossava tale costume era una giovanissima ragazza 20enne morigerata e proveniente da un nucleo familiare arcaicamente molto rigido, per cui non immaginatela scollacciata come molte 20enni di oggi, però.. Dio quanto era bella! Due tette abbondantissime (le ha sempre avute molto consistenti e le ha ancora..) gambe meravigliosamente in carne così come anche i pronunciati glutei, era davvero uno spettacolo di monella, si lasciò fotografare in molte pose, alcune un pochino più osé in atteggiamenti sbarazzini ed irriverenti, ma sempre restando vestita del bikini, era impensabile che io potessi chiederle di osare qualcosa di proibito, mi ritenevo (in quel momento) davvero soddisfatto e fortunato del suo esser davvero spigliata in un modo in cui non lo era mai stata fino a quel momento, rivedendo insieme le foto disse..
 
“..questa e questa però non le faremo vedere ai miei, e nemmeno quest’altra, le terremo nascoste..”
 
Non erano affatto foto scabrose, ma in virtù della rigidità dei suoi genitori non erano certamente foto di cui poter fare sfoggio alla loro vista, in alcune di queste foto io avevo addirittura osato mettere in un maggior risalto le sue gran belle tette con dei primi piani ad hoc, riguardandole se ne rese conto anche lei.
Intenti come eravamo nei momenti di tali scatti fotografici non ci accorgemmo che in tutta la nostra libertà di quei momenti avevamo avuto uno spettatore, che si dimostrò essere nel suo perfetto silenzio davvero molto interessato a ciò che accadeva nei pressi della sua imbarcazione (di cui non ho mai dimenticato il nome scritto a prua) allacciata al molo, me ne accorsi io, Angy no, le dissi sottovoce..
 
“..amore abbiamo uno spettatore..”

“..ma che dici? Dove? Non vedo nessuno..”

“..si, lo abbiamo, ma non agitarti, non abbiamo fatto nulla di riprorevole..”

“..ma dov’è?”

“..è seduto sulla barca proprio davanti ai tuoi occhi..”
 
Lei lo cercò con lo sguardo, e dopo averlo individuato ebbe un momento di pudore dicendomi..
 
“..si, l’ho visto, tirami la maglietta ed i pantaloncini, mi rivesto, che vergogna..”

“..ma quale vergogna, stiamo facendo soltanto delle foto, non esagerare, calmati..”
 
Si calmò, in fin dei conti si persuase, d’altronde non si era denudata, ripresi io a parlarle..
 
“..anzi, sai cosa faccio? Lo chiamo per chiedergli la disponibilità a farci qualche foto insieme, aspetta, glielo vado a chiedere..”
 
Senza aspettare un suo parere imposi a me stesso di farlo, mi avvicinai a lui, sembrava quasi che mi stesse aspettando, avvicinandomi mi resi conto che era un giovane poco più grande di me, forse sulla 40ina, io ne avevo sui 30, Angy (come già detto) giovanissima 20enne, mi presentai semplicemente dicendogli..
 
“..ciao, scusami il disturbo, mi chiamo Alex, sono in compagnia della mia ragazza, volevo chiederti la disponibilià al poterci scattare qualche foto insieme, fino a questo momento ce le siamo fatte a vicenda, ce lo faresti questo regalo?”

“..ciao, io sono Roberto, è da un pochino che vi osservo, a dire il vero avrei voluto chiedervelo io di potervi essere utile, sono stato spesso tentato di raggiungervi per proporvelo, ma poi ho desistito per non passare da impicione..”

“..ma per carità! Quale impiccione, ci faresti assolutamente un gran favore..”

“..se volete potrete farvi qualche foto addirittura qui, sulla mia imbarcazione, sarebbero certamente migliori..”

“..ma davvero ce lo consentiresti?”

“..ma certo..”
 
Angy era a pochissimi passi dal nostro colloquio, probabilmente aveva sentito il nostro dialogo, al che io le dissi ugualmente della proposta di Roberto
 
“..amore questo è Roberto, ci offre la possibilià di poterci fare qualche foto sulla sua barca, che ne pensi? Ne approfittiamo?”

Lei allungò la sua mano in direzione di Roberto dicendogli (sorprendendomi non poco)..
“..piacere mio, io sono Nicoletta (!!!!) ..”

La guardai con uno sguardo interrogativo, lei se ne accorse, ma non mi diede modo di replicare alla sua bugia, ed io non mi sentii in quel momento di contraddire a quel suo ludico volere, molto spesso in quel tempo si dichiarava vera fan con altrettanta ammirazione per Nicoletta Strambelli, per i più giovani il vero nome di Patti Pravo, per cui le lasciai quel vezzo..

“..certamente si, grazie Roberto, sarà piacevole salire a bordo della tua barca, però prima ne vorrei fare qualcuna qui sugli scogli insieme ad Alex, sempre che tu Roberto sia disponibile a farcene..”
 
Roberto rispose prima di me..
 
“..ma certo che lo sono, vi raggiungo..”
 
Nel frattempo mi tolsi anch’io maglietta e pantaloncini restando in costume come Angy, era pur sempre vero che ci saremmo fatti ritrarre abbigliati nello stesso modo, d’improvviso la cosa mi piacque in modo inusitato, il fatto di esporre le fattezze della mia ragazza agli occhi di un ragazzo con il mio consenso mi intrigava “dentro”, ovviamente non trasmisi a lei questa mia piacevole sensazione, ma dovetti in quei momenti di attesa far conto di qualcosa di straordinario che mi stava accadendo, la situazione mi stava creando un senso di eccitazione quasi incontrollato, con la scusa dell’eccessivo caldo scesi attraverso gli scogli fino a raggiungere l’acqua, cercando in essa il giusto refrigerio che mi potesse aiutare a nascondere ciò che mi stava accadendo e che dovevo riuscire assolutamente a dover tener sotto controllo se non addirittura nascosta..
 
“..amore è fredda l’acqua? Vorrei fare un bagno anch’io, magari dopo le foto..”
 
La situazione sotto il mio costume si ricompose, Roberto arrivò e prima di prendere in mano la Polaroid disse..
 
“..buona idea quella di liberarsi dei vestiti per restare in costume, vi dispiace se lo faccio anch’io? D'altronde la frequentazione degli scogli può prevedere anche qualche pericolo di caduta accidentale in acqua, con la relativa e conseguenziale perdita di tutto ciò che ho nelle tasche, portafoglio, chiavi della barca, chiavi di casa..”
 
Sia io che Angy rispondemme all’unisono..
 
“..ma certo che puoi, ci mancherebbe altro..”
 
Si tolse la maglietta mettendo in mostra una notevole forma fisica, probabilmente derivante dalla sicura durezza del suo lavoro giornaliero a bordo, oggi si potrebbe più semplicemente definire fisico palestrato, si tolse i pantaloni mentre era girato di schiena alla nostra vista, ed anche in quel caso notai l’imponenza delle sue spalle, anche Angy lo guardò di soppiatto e subito dopo cercò di fuggire il mio sguardo, lei non si accorse del fatto che io notai sul suo viso l’insorgere di un rossore che non riuscì a nascondere, anche Roberto restò in costume, di quelli davvero stringati che andavano di moda nell’epoca, di boxer da bagno non se ne conosceva ancora l’esistenza, il costume maschile dei tempi era solo quello stile slip, e basta. Nel momento in cui si voltò verso di noi ebbi io stesso un colpo al cuore, non si poteva non prendere atto della consistenza di ciò che si celava sotto l’unico capo di abbigliamento che indossava, io, all’epoca, mi sono sempre ritenuto da quel punto di vista un normodotato (ora non più) forse anche tendente al ribasso, i miei metri di paragone con altri uomini li ho sempre avuti nell’immediatezza della fine di una partita di calcio, nei momenti in cui avevo ovvia frequentazione della doccia nello spogliatoio del campo sportivo che aveva visto le nostre gesta calcistiche, oppure in quelle delle varie palestra, non ero però mai stato colpito in quel modo, doveva avere una dotazione oltre la norma, improvvisamente la personalità di Roberto assunse ai miei occhi una visione del tutto diversa, quella del consapevole e scaltro mestierante, era più grande di noi, sicuramente più esperto di me che non mi ritenevo assolutamente troppo sveglio e, tra l’altro, credo fosse ben conscio di potersi ritenere a tutto tondo un belloccio ed intrigante uomo, per cui mi persuasi del suo mettersi in mostra agli occhi della mia ragazza, non potevo nemmeno rammaricarmi della sua presenza tra noi, d’altronde fui io stesso a chiedergli il favore chiestogli e che si stava apprestando ad esaudire, per cui a mio parere ne approfittò, tengo però a precisare che la cosa non mi diede affatto fastidio e che, anzi, era perfettamente in linea con la mia cerebralità, l’unico vero mio timore era dovuto alla malsana sensazione che Angy potesse sentirsene infastiduta, ma dimostrò una scaltrezza consumata, da vera gran donna qual era già seppur poco più che giovanetta, non si fece davvero intimorie dalla situazione, e questo la dirà lunga sul suo futuro di donna scaltra e padrona negli anni, fu in quel preciso momento che nacque in lei la predisposizione alla dotazione di un uomo oltremisura, culminata poi nel periodo della frequentazione con il suo primo amante autorizzato..) me lo confessò negli anni a seguire rammentandomi di questo episodio durante uno dei nostri esaustivi colloqui in cui solitamente mi riservava delle autentiche prese in giro mettendomici a paragone.
 
Un piccolo salto nel tempo, avrete senza dubbio capito che il mio futuro di marito cosiddetto moderno sarà costellato di innumerevoli tradimenti che mia moglie ha perpetrato con la mia benedizione e la mia complicità, tutti avuti con al centro una caratteristica maschile ben precisa: la superdotazione, in pratica ancora oggi che ha passato la 60ina è per lei una prerogativa ineludibile, e vi assicuro che di uomini come piacciono a lei ne ha ancora a iosa, di età diverse, è ancora oggi una donna (meglio definirla Femmina) ambitissima.
Roberto ricevette dalle mie mani la Polaroid, attese che io e la sedicente “Nicoletta” assumessimo le giuste pose sugli scogli facendo bene attenzione a non cadere, poi prese ad immortalare quei momenti, senza lesinare un giusto consiglio a me indirizzato..
 
“..Alex ma non mi hai detto che la splendida Niky è la tua ragazza?

“..certo che lo è..”

“..ed allora perché non l’abbracci? Ti vergogni di farlo?”

“..no che non mi vergogno, hai ragione..”
 
L’abbracciai, lei si lasciò abbracciare senza nessuna protesta, anzi, mi sussurrò in un orecchio qualcosa che mi fece avere un brivido..
 
“..te lo doveva dire Roberto di abbracciarmi? Baciami coglione..”
 
La baciai, e mentre lo facevo sentii il classico rumore della Polaroid che ci immortalava, vivevo in quei momenti un particolarmente senso di fibrillazione emotiva, non avevo mai baciato così intensamente la mia ragazza in presenza di un estraneo, ma il pensiero più peccaminoso fu per me un altro ben diverso, un lampo nella mente mi illuminò un desiderio che non riuscivo a cacciare, mentre le nostre bocche erano unite pensai a quanto sarebbe stato pazzesco avere io la Polaroid tra le mani per scattare una foto alla mia ragazza mentre baciava Roberto, ma non ebbi il coraggio di fare in modo che potesse accadere, Angy però si accorse della mia situazione di uomo eccitato, la stringevo per non lasciar vedere a Roberto quello che mi stava accadendo, lei (sempre sottovoce) mi chiese cosa stesse succedendo, io la rassicurai, ma sorridendo le dissi..
 
“..amore non lo so, ma non staccarti da me, anzi, lascia che io possa abbracciarti da dietro, facciamoci fare altre foto..”
 
Non obiettò, si lasciò abbracciare da dietro, ovviamente la mia eccitazione non poteva fare a meno di percepirla sulle sue chiappe, mi prese le mani lasciandosi cingere e facendo in modo che io le sollevassi elegantemente un pochino le tette, nulla di anomalo ma certamente inconsueto, praticamente me la stavo quasi inconsapevolmente limonando davanti a Roberto, in seguito, ma non nell’immediato (qualche anno dopo, ma per raccontarmi altro non attese anni, alcuni attimi vissuti me li raccontò lo stesso giorno, immediatamente dopo aver salutato Roberto ed aver ripreso la via del ritorno in spiaggia.. ) mi raccontò di quei momenti, confessandomi che piacquero anche a lei, ammettendo però che furono momenti vissuti in una specie di trance momentanea che riuscì a tenere sotto controllo, presumibilmente provò delle sensazioni a lei nuove, in quel tempo non avevamo ancora rapporti sessuali completi, non perché non avessimo voluto, ma per mancanza oggettiva di opportunità, Angy era supercontrollata dalla sua famiglia, quel giorno però, se la barca fosse stata nostra non avremmo lesinato tale ghiotta opportunità, chi sta leggendo non ha il giusto metro temporale di quei momenti, pochissimi interminabili attimi, ma densi di soffocata adrenalina.
Ci sottoponemmo ancora a qualche scatto, che a rivederli oggi si riesce ancora a percepire a distanza di decenni ciò che provammo in quei momenti, allora non ci ridemmo, oggi si. Tornammo negli attimi successivi a riprendere il dialogo con Roberto, anzi, fu lui a tornare in voce..
 
“..che belli che siete, se volete possiamo salire a bordo del mio peschereccio per fare altre foto, dai, andiamo..”
 
Sia io che Angy eravamo in una sorta di ubriacatura emotiva, la mia eccitazione era ancora evidente,
ma lo era in modo più che evidente anche quella di Roberto, come non capire la sua situazione? Aveva praticamente immortalato una vera e propria performance soft amorosa tra due ragazzi,  trovai opportuno dovermi rifugiare nell’aiuto della complicità del mio amato mare, anche Niky venne con me, ci tuffammo insieme, nella brevissima presenza tra le acque lei mi disse..
 
“..amore come stai?”

“..divinamente, e tu?”

“..anch’io, ma se tu non vuoi andare a bordo non ci andiamo e ce ne torniamo in spiaggia dopo aver ringraziato Roberto..”

“..ma certo che ci andiamo, che timori hai?”

“..amore, nessun timore, ma la situazione è quella che è, credo sia anche Roberto nella tua stessa situazione..”

“..si l’ho notato, credo sia normale, no..?”

“..non lo so, dimmelo tu se è normale, ma non ti sembra esagerato ciò che si intuisce esserci sotto il suo costume? Tu sei l’unico uomo che mi ha fatto prendere visione di ciò che voi maschi avete tra le gambe, tale esagerazione in te non la riscontro, oltre te risalgo a ciò che vidi anni fa sotto i pantaloni dei miei compagni di giochi mentre si giocava al dottore..”
 
Tutto arriva per chi sa aspettare (pensai) durante quel brevissimo bagno la mia ragazza e futura moglie mi collocò mentalmente, anzi, di fatto, per la prima volta tra gli uomini poco dotati, ebbe ragione di poterlo fare mettendomi a paragone con Roberto, li per li non diedi molta importanza a questa particolarità, ma in seguito negli anni fu determinante. Non replicai alla sua narrazione della pre adolescenza, ci sorrisi su dicendole..
 
“..dai, andiamo, Roberto ci sta aspettando, però tranquilla, con noi non giocherai al dottore..”
 
Sorridemmo piacevolmente,
tornammo da lui, ci guidò a bordo, ci disse di aspettarlo un attimo, entrò nell’entro bordo tornando da noi con degli asciugamani, lo ringraziammo, e lui scherzando disse..
 
“..non ho nessun costume femminile asciutto a bordo, ne avrei offerto volentieri uno a Niky per cambiarsi, Alex però per te ne ho, se vuoi te lo vado a prendere..”
 
“..grazie Roberto, ma se hai questa grossa mancanza nel non averne avere uno per la mia ragazza allora resteremo tutti e due bagnati..”
 
Ovviamente il tutto condito con delle belle risate da parte di tutti e tre, già, da parte di tutti e tre..! In futuro, ammisi a me stesso che proprio in quel giorno si rafforzò in me la forte consapevolezza relativa alla nascita già acclarata per il germoglio passionale legato alla cultura del numero perfetto, il tre, costituito da due uomini ed una sola donna, pensando che la donna fosse esclusivamente lei, mai un donna diversa dalla mia ragazza e poi moglie sarebbe stata nei miei pensieri, mai!
Io ed Angela riprendemmo ad esporci (più liberi di prima, mentalmente parlando) alla visione di Roberto, che non smetteva di immortalarci nei nostri abbracci, la mia percezione fu che lo facesse con vero piacere, lo si notava, continuavo a notarlo visivamente guardando il suo costume, non celava affatto la sua condizione del momento, tutt’altro, lasciava che fosse sempre più evidente che mai, sicuramente anche Angy diede di soppiatto degli sguardi ben direzionati, anche se in quei momenti non me lo confessò, il suo essere però favolosamente spigliata mi era più che evidente. Roberto mi avvertì del fatto che le pellicole stavano finendo, diamine, ne avevamo scattate più di cinquanta senza quasi acorgercene, mi avvertì che ne erano rimaste disponibili soltanto pochissime, in virtù di questo residuo ebbi ancora una felice intuizione, dissi a Roberto qualcosa che lasciai ascoltare anche a “Nicoletta”..
 
“..grazie Roberto per questi momenti che ci hai donato, siamo quasi alla fine delle ferie, non avremo occasione di tornare a trovarti, vorrei che tu prendessi il mio posto accanto alla mia ragazza, vorrei farti qualche foto per poterci ricordare sempre di te, sei assolutamente meritevole di essere ricordato, vieni, riprendo io la Polaroid..”
 
Non disse nulla, accettò il mio invito a sostituirmi come figura maschile accanto alla mia ragazza, neanche lei obiettò nulla, dapprima una foto l’una accanto all’altro, poi una mentre tutti e due sorridevano nella mia direzione, non ho mai saputo cosa stesse pensando lei in quel momento, e mai gliel’ho chiesto, quel giorno mi accontentai dei passi fatti inaspettatamente nella crescita complice della nostra unione, restava però il fatto inconsueto che stavo fotografando la mia ragazza con accanto un uomo con una evidente erezione, seppur celata dal costume, e la cosa mi affascinava molto, riguardo ai possibili pensieri di Roberto c’era assoluta trasparenza, se solo gli avessi chiesto di mettere in moto la barca per recarci al largo per avere il brivido di poter avere la mia ragazza credo che avrebbe assegnato ai motori la valenza di quelli di una Ferrari, resistetti alla tentazione di farlo soprattutto in virtù del fatto che con Angy, come già detto in precedenza, all’epoca non avevamo ancora avuto rapporti sessuali completi, e gli unici approcci che coltivavamo tra di noi erano fatti di sole limonate, qualche volta (molto raramente) sconfinate in disastrose e veloci fellatio, disastrosi primordiali approcci dovuti alla sua ritrosia ed alla mia rapida conclusione che non riuscivo a controllare, cosa che in seguito mi ha persino condizionato addirittura molto spesso nella vita coniugale, imparando però a farne una componente determinante per i miei sogni di uomo coniugalmente tradito e felice (sarà una determinante prerogativa nella tematica della mia narrazione..)  
Restava ancora qualche pellicola disponibile e poi non ci sarebbe stato più occasione di poter fotografare l’anomala coppia innanzi ai miei occhi, in cuor mio speravo che Roberto osasse qualche atteggiamento più osé, forse notò il mio costume un pochino più gonfio del normale (ma assolutamente inarrivabile al suo gonfiore) ed intuendo che avrebbe potuto osare, osò, abbracciò senza esagerare la mia ragazza, in modo amichevole, non persi però l’occasionale e ghiotta opportunità di poterli immortalare in uno scatto, ultime impressioni fotografiche che ancora mi emozionano riguardandole a distanza di qualche decennio, lui, abbastanza più alto di lei (e di me) nell’abbraccio fece in modo da poggiare dolcemente ma falsamente in modo “casuale” il suo inguine (decisamente gonfio a dismisura) sulla pancia della mia ragazza, che non trovò affatto opportuno doversi divincolare da tale abbraccio (me ne renderà conto di li a poco, sulla via del ritorno) pur restandone sorpreso mi piacque quella sua decisione, subito dopo Roberto trasferì il suo abbraccio posizionandosi dietro di lei, non prima però di averla aiutata a salire un predellino che l’avrebbe fatta essre una ventina di centimetri più in alto davanti a lui, una decisione non affatto casuale, in quel momento il suo inguine esageratamente gonfio e duro andò a collocarsi sfacciatamente addosso alle natiche della mia ragazza,  tutto questo avvenne in modo rapido ed  elegante, non affatto volgare, intuii il tutto forse in un movimento quasi impercettibile ma a me molto chiaro, accettai questo suo nuovo osare, in sostanza si stava ripetendo la possibilià per lo scatto di una foto identica a quella che poco prima lui ci scattò sugli scogli, però l’uomo dietro la mia ragazza non ero io, ma non fui il solo ad accettare tacitamente quello che stava accadendo, anche lei parve accettare, ma non poté fare a meno di nascondere il suo rossore in viso, molto più consistente di quello che le vidi nel momento in cui Roberto si girò verso di noi dopo esser restato in costume, in pratica, nella mia cerebralità si era concretizzata di fatto l’accettazione che la mia ragazza avesse potuto avere nel giro di pochi minuti due uomini differenti tra loro che le avevano spiattellato sui glutei due organi sessuali diversi, uno decisamente tenue ed uno decisamente esagerato, una sensazione strepitosa, da sempre sognata, auspicata, ambita, bramata, desiderata, che finalmente stavo vivendo.
 
“..ultima pellicola disponibile.. (urlai loro)..”
 
Chissà cosa avrei potuto sperare accadesse, o meglio, in cuor mio speravo di poter essere testimone di qualcosa impossibile che potesse accadere, magari assisterli in un allaccio per un bacio profondo e passionale (avrei pagato per quello) davanti ai miei occhi, cose avvenute negli anni a venire, momenti che segnano l’essenza della complicità tra un marito conseziente ed una moglie disponibile, la gestualità più forte in assoluto, come ben si sa, nemmeno le prostitute non baciano in bocca i loro clienti, ma una moglie complice trova che farlo con un’amante sotto gli occhi del marito conseziente sia delizioso e determinante, esaustivamente forte e chiaro, ma questo è facente parte degli sviluppi futuri della nostra vita coniugale trasgressiva.
Oramai c’era reciproca ed acclarata accettazione da parte di ognuno di noi nelle esposizioni fotografiche che si andavano via via consolidando, per cui, il buon Roberto riprese una mia stessa postura di poco prima, restò dietro la mia ragazza abbracciandola e contemporaneamente sollevandole in modo elegante e casuale la sua esagerata balconata, come feci io nel momento in cui fu Roberto a scattare la foto, la mia ragazza se lo lasciò fare, io impiegai un pochino più di tempo del dovuto nella decisione di pigiare il tasto per lo scatto, per dare il tempo a lui di poter osare ancor più, magari, se avesse deciso di palparle i seni glielo avrei lasciato fare, e forse se lo sarebbe lasciato fare anche lei, chissà, erano indiscutibilmente momenti particolarmente affascinanti e fortemente coinvolgenti quelli che tutti e tre stavamo vivendo, Roberto però non seppe cogliere la più che evidente disponibilià da parte mia e di Angy, pur sensa essercelo minimamente detto tra noi, era la stessa atmosfera ad esser quella giusta, certo, non avremmo potuto donar lui qualcosa di completo, ma ero più che certo che la mia ragazza avrebbe fatto volentieri un salto nell’entrobordo insieme a lui (negli anni a venire mi confessò che trovò Roberto coinvolgentemente affascinante..) magari pervasa dalla curiosità di poter vedere cosa lui le stava facendo sentire addosso, e magari chissà, sarebbe stata la volta buona per far si che iniziasse finalmente ad apprezzare l’arte dell’amore orale, a volte cambiando l’interprete si riesce a cantar meglio, no? Non accadde nulla di tutto questo, l’ultimo scatto dell’ultima cartucia delle pellicole della nostra Polaroid ritrasse la mia ragazza avendo Roberto dietro molto ben aderente a lei con le mani di lui intente a sostenere le sue generose tette, colsi lo scatto e lo fissai per l’eternità, fissai così l’immagine di una delle nostre primissime trasgressioni, inaspettata e men che mai concordata.
Stupenda!
La mattinata si concluse con l’invito da parte di Roberto a recarci sotto coperta per una bibita fresca, chissà, magari continuò a sperare in un prosieguo dell’amicizia, fu elegante nell’accettare un’evidente mancanza di volontà nel proseguire, ci salutammo ringraziandolo, però ebbi modo di percepire ed apprezzare il particolare abbraccio che riservò alla mia ragazza, io avevo perduto il mio intimo turgore, ma lui no, Angy si lasciò nuovamente stringere percependolo liberamente e volutamente ancora una volta, era per me molto meglio lasciar cadere la cosa ed andarcene, altrimenti, proseguendo, alla lunga avrei potuto rischiare che la cosa avesse potuto anche infastidirla, fui felicissimo dell’esperienza vissuta.
Riprendemmo la via della spiaggia tenendoci per mano, ce le stringemmo vicendevolmente per diverse centinaia di metri, non riuscivamo a parlare dell’accaduto, ci fermammo per sederci su di una panchina posta sulla passeggiata del lungo mare, non ci eravamo nemmeno rivestiti, eravamo ancora in costume, ma nella situazione in cui ci stavamo ritrovando, sul lungomare non eravamo i soli ad essere in quel tipo di abbigliamento, ci demmo un bacio inenarrabile, senza parlare, i nostri cuori parlavano per noi, poi lei mi chiese di rivedere le foto, le presi nella mia borsa e gliele porsi, lei guardò velocemente le prime per poi soffermarsi più insistentemente nella visione di quelle fatte da Roberto e di quelle fatte insieme a Roberto, le separò dalle altre e contestualmente dando il via al nostro primo vero dialogo in tema, dicendomi..
 
“..queste sai bene che bisognerà nasconderle, non devono, non possono restare nel mazzo, mettile nelle tasche del tuo pantaloncino e ripiegalo per bene nella tua borsa, fai in modo che non ti cadano in maniera inavvertita, se le vede mia madre ci uccide, non portarle in casa, non tenerle nella tua valigia, nascondile in macchina, devo riconoscere che sei davvero un bravo fotografo..”

Non mi disse di gettarle via, ma il suo dire di quel momento fu condito con un sorrisetto di scherno davvero inconsueto..
Prese nuovamente tra le mani quella in cui lei era ritratta con Roberto alle sue spalle che l’abbracciava tenendole sollevate le tette dicendo..
 
“..ma tu hai ben compreso che tipo di foto mi sono lasciata fare? Non immagini minimamente come mi stesse pigiando il suo inguine sulle natiche, non ho detto nulla e non ho nemmeno protestato perché se lo avessi fatto avrei potuto temere che sareste potuti venire alle mani, ho sperato che ti spicciassi a scattare quell’ultima foto, ma tu ci hai messo più del dovuto, perché..?

“..amore l’ho fatto di proposito, lo confesso, mi stava piacendo in un modo pazzesco vedervi in quella posa..”

“..amore cosa ti succede Sei sicuro di amarmi? Avermi visto tra le braccia di un altro uomo ti è piaciuto? Spiegami meglio ti prego..”

“..dovrei spiegarti se ti amo? Ma che dici, amore mio non c’è nulla da spiegare, ma soltanto da guardare..”
 
Mi alzai dalla panchina facendole vedere il ritorno dell’eccitazione, aggiungendo..
 
“..ecco perché mi è piaciuto, l’ho trovato un momento pazzesco, non saprei come giustificarmi ulteriormente se non ammettendo che mi fosse in quel momento piaciuto e basta, ed ora mi sta di nuovo piacendo soltanto parlandone..”
 
Lunghi attimi di silenzio, poi lei stessa rilanciò il dialogo, sempre avendo la foto “incriminata” tra le mani..
 
“..durante l’attesa che tu scattassi questa foto mi ha fatto percepire dietro qualcosa di enorme poggiato sui miei glutei, se non avesse avuto tutte e due le braccia a cingermi in questo modo da te immortalato avrei potuto pensare che una delle due braccia me l’avesse poggiata per traverso dietro, ho avuto per qualche attimo qualcosa di duro addosso che mi partiva da un fianco fino ad arrivare all’altro, ho scelto li per li di non protestare e tantomeno di mettertene al corrente, ho temuto che si potesse scatenare tra di voi una rissa, e lui che è decisamente molto più massiccio di te, ti avrebbe fatto soccombere, inutile pensare di farti rischiare di prenderle, tanto le pellicole erano terminate e ce ne saremmo andati via quasi nell’immediato..”

“..amore grazie di aver evitato di farmi picchiare, ma io avrei voluto avere a disposizione altre pellicole..”

“..per farne cosa? Per continuare il servizietto fotografico tra me ed un altro uomo, ma che cazzo ti passa per la mente? Maiale..”
 
Concludemmo li ridendo entrambi, promettendoci reciprocamente di poterci sposare quanto prima, ma in ogni caso ebbi contezza del fatto che, tutto sommato, la sua reazione postuma non fu per noi letale, anzi, tutt’altro, in futuro più di una volta mi disse sorridendo che quella mattinata non fu affatto malvagia..
Fui felice di non averle sentito dire di gettare le foto incriminate, non lo avrei mai fatto, ma se fosse servito le avrei mentito, non le avrei mai gettate, lo ripeto, sono felice di non averlo mai fatto perché entrambi noi, oggi, riguardandole a distanza di anni le troviamo ancora emozionanti, non abbiamo più rivisto Roberto, anche se, qualche volta, ci siamo lasciati accarezzare dall’idea di poterlo fare, soprattutto dopo molti anni e soprattutto nella condizione di coppia aperta che assumemmo in futuro, però spesso ci ritrovammo a parlare di lui tra di noi, all’epoca scegliemmo tacitamente di non tornare a trovarlo, , avevamo ben chiaro però cosa fosse accaduto tra noi, personalmente ebbi l’impressione di far mia la famosa frase di Giulio Cesare nel momento dell’attraversamento del Rubicone, il dado è tratto, quel giorno venne alla luce tutto ciò che poi accadde nel nostro futuro coniugale.
Però, nella vita non si possono sempre mantenere i buoni propositi presi nel tempo, per cui, circa un mese fa, nell’atto della sistemazione del nostro privato archivio fotografico mi sono ricapitate tra le mani quelle vecchie Polaroid, le ho riguardate con emozione, le ho volutamente tenute a disposizione visiva in attesa del rientro di Angela dal lavoro, anche lei le ha nuovamente riguardate con la mia stessa emozione dicendo..

“..gli anni sono passati anche per lui, considerando che era già allora notevolmente più grande di noi chissà come se la passerà..”

“..amore facciamo una cosa, tra qualche giorno andremo a far prendere aria alla casa delle vacanze, approfittiamone, si trova poco più a sud, andiamo a trovarlo, portiamoci qualcuna delle foto, più che altro per riconoscere la barca, guarda, in questa foto si legge chiaramente il nome, che ne dici..?”

“..ma si, perché no, oramai siamo tutti vecchi, cosa potrà succedere..?”

“..ma tu non sei affatto vecchia, sei bella come allora..”

Arrivammo al porto, prendemmo a passeggiare sul molo, andando in direzione dei nostri ricordi, guardando le varie imbarcazioni ancorate riconoscemmo quella di Roberto, una giovane ragazza armeggiava a bordo intenta nelle operazioni di rito, ci fermammo a guardare l’imbarcazione, la ragazza se ne accorse e ci chiese se poteva esserci utile, Angy prese una delle foto (una in cui eravamo ritratti io e lei, nessuna di quelle con Roberto) e disse alla giovane marinaia..

“..su questa barca, molti anni fa, il proprietario, molto gentilmente, ci permise di fare delle foto estive, questa è una di quelle..”

La ragazza raccolse la foto tra le mani, la guardò dicendo..

“..si, la barca è questa, era di mio padre, ora è la mia..”

Rispose mia moglie..

“..Roberto è tuo padre?”

“..si, o meglio, lo era..”

Attimi di comprensibile silenzio tra tutte le parti, poi mia moglie ne volle sapere di più..

“..mi dispiace per Roberto, per molti anni ci siamo riproposti di tornare a trovarlo, è stato un buon amico per un’estate intera..”

“..è la vita, se n’è andato come ha voluto, qui, sopra la sua amata barca di una vita..”

“..ci dispiace molto non averlo ritrovato, ce ne andiamo, ti lasciamo lavorare, tuo padre lo ricorderemo nei nostri pensieri..”

Riprendemmo la via del ritorno a casa, ma dopo pochi metri mia moglie si voltò chiedendo alla ragazza..

“..scusami, non ti ho chiesto nemmeno come ti chiami, noi siamo Alex ed Angela, piacere..”

“..piacere mio, gli amici di mio padre li amo, io sono Nicoletta..”

EINGEFüGT 1 KOMMENTARE:
  • avatar griso bellissimo racconto!!

    30-05-2026 00:06:34






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